L'avvocato e ideologo
neonazista, Horst Mahler, e' stato condannato a sei anni di
reclusione per incitazione all'odio popolare e per aver
definito l'Olocausto "la bugia piu' clamorosa della storia".
Mahler era passato nel 2000 nelle file dei neonazisti
tedeschi dopo aver fondato nel 1970 la "Rote Armee Fraktion"
(Raf) insieme ad Andreas Baader e Ulrike Meinhof. Il
tribunale di Monaco di Baviera ha condannato il
settantaduenne leader dell'estrema destra tedesca per aver
negato che il Terzo Reich mise in atto una persecuzione
sistematica degli ebrei. Il 14 novembre 2007 Mahler si era
autodenunciato per aver spedito a diversi destinatari un Cd
ed un libro del negazionista Germar Rudolf. Nella lettera di
accompagnamento, Mahler li aveva invitati a comparire come
testimoni al processo che gli sarebbe stato intentato. "So
bene e metto in conto che per questo invio verro' processato
e condannato ad una pena detentiva", aveva aggiunto il
leader neonazista. Durante il dibattito processuale, in
un'aula in cui si erano raccolti alcuni neonazisti, Mahler
ha continuato a negare l'Olocausto e nelle deliranti
affermazioni a sostegno della sua tesi ha citato anche la
Bibbia ed il filosofo tedesco Georg Friedrich Hegel; a tal
punto che il giudice Martin Rieder ha perso la pazienza e lo
ha ammonito a "smetterla con quelle scemenze". Nella
motivazione della sentenza, Rieder lo ha definito "un
presuntuoso commediante, interessato solo a fare uno show";
e ha poi citato alcuni passaggi di un libro scritto dal
negazionista 30 anni fa, in cui il nazismo veniva duramente
condannato. Al termine della lettura della motivazione,
Mahler e' stato ammanettato e condotto in carcere.