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Martedì scorso, 3 marzo, una
delegazione della sezione ANPI “Mauro Venegoni” di Legnano si è
recata a Cannobio per deporre una corona in località Traffiume,
sul luogo dove il partigiano cattolico legnanese Giuseppe
Bollini è stato fucilato dai fascisti.

Di
questa delegazione (a cui si è aggiunta quella dei Partigiani
Autonomi Cristiani di Ornavasso delle Brigate Alfredo Di Dio),
oltre ad una rappresentanza del direttivo di Sezione guidata dal
Presidente Luigi Botta, facevano parte Monsignor Carlo Galli, il
Partigiano cattolico Achille Carnevali, la consigliera comunale
Rosaria Rotondi.
La
rappresentanza legnanese si è incontrata con l’Assessore di
Cannobio Mauro Cavalli e con il parroco don Luigi Dresdi che ha
consegnato una copia del diario tenuto da don Ezio Bellorini,
parroco di Cannobio nel
1945.
Giuseppe Bollini, nato a Legnano
il 12 marzo 1922, cresciuto all’oratorio di Sant’Ambrogio,
attivista dell’Azione Cattolica, apprendista alla Franco Tosi, è
chiamato alle armi in marina dalla Repubblica Sociale di Salò.
Rifiuta la chiamata e con l’aiuto
di don Carlo Riva, coadiutore di San Domenico, si rifugia in
montagna e si unisce ai partigiani operanti nella zona del Lago
Maggiore.
Per sfuggire alla cattura, dopo
diverse azioni, ripara nella vicina Svizzera per poi rientrare,
pochi mesi dopo, in Italia. Tradito da una spiata, viene
arrestato dai nazisti.
I fascisti lo fucilano l’8
febbraio 1945.

Come scrive nel suo diario
l’allora parroco don Bellorini, Giuseppe, prima di morire,
perdona i propri carnefici e stringe la mano al capitano che
comanda l’esecuzione, consegnando allo stesso sacerdote l’ultimo
suo desiderio: “che nessuno mai venga ad essere ucciso per
vendicare la mia morte”.
A latere della visita abbiamo
scoperto che nella collegiata di Cannobio esiste un trittico del
1500 attribuito a tal Giovanni Battista da Legnano, di cui forse
pochi sanno l’esistenza
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