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Rappresentanti delle istituzioni (il presidente
del consiglio comunale Campiglio e l’assessore Gangemi), dell’ANPI
(il presidente Botta e il membro del direttivo Biaggi),
insegnanti ma soprattutto studenti delle scuole legnanesi si
sono dati appuntamento in aula consigliare perché l’esperienza
comune realizzata durante il pellegrinaggio ai campi di
concentramento nazisti non rimanesse chiusa nella limitata
cerchia dei partecipanti.
Quello che ha colpito di più è stata la
partecipazione non solo emotiva ma anche rielaborata dei
giovani. Ognuno secondo la propria sensibilità, attraverso
parole e/o immagini, ha espresso il proprio stato d’animo di
fronte a quella immane tragedia che sono i campi di
concentramento e di sterminio. La dignità umana annullata, la
sofferenza di milioni di uomini sono gli elementi da cui partire
perché il tutto non si ripeta mai più. Un viaggio che è servito
a riscoprire valori di umanità e di convivenza civile troppe
volte sopiti. Il confronto con il passato tragico li ha
riportati a galla. Non solo non si ha vergogna ad esternare i
propri sentimenti e la propria commozione davanti alle camere a
gas ma da lì si riparte per una speranza ed un impegno sociale.
È stato sottolineato dagli insegnanti
l’atteggiamento positivo dei ragazzi ma soprattutto il fatto che
il pellegrinaggio abbia sollevato come sempre tanti perché a cui
dare una risposta attraverso una rielaborazione che porti a
risposte positive.
Giustizia e libertà sono le parole scritte sul
muro del pianto degli italiani a Mauthausen. Uomini e donne sono
morti per riaffermare questi valori.
Ma, come ha sottolineato il rappresentante degli
ex deportati Bastanzetti, noi tutti, giovani e meno giovani,
dobbiamo impegnarci perché il loro sacrificio non sia stato
inutile.
Angelo Pisoni
ANPI Legnano
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