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FRANCO LANDINI :
RICORDI PERSONALI E RIFLESSIONI
Caro Stefano, la serata dedicata a Tuo
padre è stata molto bella, così pure il libro.
Voglio raccontare alcuni episodi legati a Franco e alla mia esperienza
di lavoro alla F.Tosi.
Mi ricordo il mio primo giorno di assunzione in Tosi, era il 5 Febbraio
1970.
Il reparto a cui fui assegnato era il Rep. 15 Torneria .
Fui avvicinato da un operaio che, senza presentazione alcuna ma
guardandomi negli occhi mi disse : “Te a fa la tèsera” . Il modo era
asciutto ma naturale e convincente, più tardi seppi che quell’uomo era
Franco Landini. La tessera era ovviamente quella della CGIL.
Il dialetto era la lingua ufficiale in Tosi, era un dialetto miscelato
con l’italiano e qualche battuta
presa in prestito dai dialetti dei paesi limitrofi.
Tornando ai ricordi, negli anni ’70 ci furono molti scioperi e
manifestazioni. Gli avvenimenti di quegli anni furono caratterizzati da
scontri violenti tra opposte fazioni e purtroppo macchiati da gravi
lutti. Anche a Legnano ci furono varie manifestazioni e cortei
sindacali, in uno di questi mi trovai a partecipare con colleghi della
Tosi e con vari attivisti tra cui Franco.
Fu lui che mi venne in soccorso quando sfilando davanti alla sede del
MSI fui colpito da un oggetto lanciato con una fionda e mi si fermò il
respiro. Ricordo che Franco ci esortava a mantenere la calma e a non
reagire.
Franco era un uomo di poche parole e a volte dava l’impressione di
essere poco comunicativo, era però un uomo di sostanza e la sua serietà
comunicava sicurezza e fierezza.
L’ultima volta che lo vidi fu ad una commemorazione di Mauro Venegoni,
ci siamo salutati e mi è sembrato contento che ci fossi, forse ricordava
ancora di avermi fatto lui la tessera della CGIL.
L’anno dopo mi sono iscritto all’ANPI e con me mia moglie Leonora, che,
insegnante presso le Scuole Carducci, aveva manifestato all’ANPI e a
Franco Landini il riconoscimento per l’impegno nel mantenere viva la
memoria delle lotte partigiane per la libertà.
Oggi la situazione politica è confusa e la passione per la politica è
spesso umiliata da cose e da “egoismi personali” come lui stesso dice
nella lettera a Nico.
C’è un passo che mi ha particolarmente colpito, ed è questo: “Noi che
credenti non siamo, pensandoci bene abbiamo vissuto credendo negli
uomini, e a volte questa manifestazione di fede è altrettanto faticosa e
non priva di di prove da superare. La politica prima di tutto è
servizio”
Mi vengono in mente le parole di Ignazio Silone che indicava la coerenza
e la perseveranza come grandi virtù, definendo riduttivo essere
comunisti solo il sabato sera (nelle riunioni di partito) o cristiani
solo la domenica mattina ( nella Messa ). Franco era un militante a
tempo pieno e mai per convenienza ma per passione e fede.
Caro Stefano, cerca come puoi di proseguire sulla strada tracciata da
Tuo padre nel ricordo e nei fatti, soprattutto nell’ANPI, da parte
nostra cercheremo di mantenere vivo il suo ricordo e il ricordo dei
partigiani che hanno combattuto per un’Italia migliore che stenta a
venire.
Cattaneo Giovanni
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