A.N.P.I.

Legnano

sezione "Mauro Venegoni"

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I LAVORATORI DELLA TOSI

RICORDANO I COMPAGNI  DI LAVORO DEPORTATI

 

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Non è stata una commemorazione di rito, ma una partecipazione sentita ad una brano tragico della storia locale. Il 5 gennaio 1943 tedeschi e fascisti assediarono la Tosi e deportarono nei lager un gruppo di lavoratori, tra i quali  i componenti della commissione interna. Non fecero più ritorno.

Lo ha ricordato, aprendo gli interventi, Gianni Ferrè della RSU di fabbrica, tratteggiando nel contempo la situazione difficile in cui oggi si trova l’azienda. Dopo l’intervento del presidente della Provincia di Milano Filippo Penati , alla presenza di molti sindaci della zona,  il primo cittadino di Legnano Lorenzo Vitali ha richiamato gli insostituibili valori di libertà e democrazia per i quali molti sacrificarono la loro vita. Poi la testimonianza dello studente Luca Campagnolo che nel maggio scorso visitò  coi suoi compagni i campi di sterminio. L’oratrice ufficiale Liliana Segre ha ricordato le sue sofferenze e la perdita dei i suoi cari nei lager. Aveva allora 13 anni, sopravvissuta ad Auschwitz, vide compagne di detenzione morire impiccate o inviate nelle camere a gas. Oggi, quasi ottantenne, incontra i giovani di ogni parte d’Italia per raccontare loro gli orrori del nazifascismo, per far si che quanto è accaduto non  abbia più a ripetersi. “La memoria di questi morti è sacra, ha concluso la Segre, e va onorata soprattutto nel silenzio, poiché è nel silenzio delle coscienze che questi morti parlano ancora attraverso le testimonianze di chi è sopravvissuto.”

Dinnanzi alla lapide che ricorda in fabbrica i deportati, Luigi Botta, a nome dell’Anpi , ha respinto con fermezza la posizione di coloro che  vogliono la parificazione tra partigiani, combattenti perla liberazione dal nazifascismo, deportati  ed i militi della repubblica di Salò.  Rivolto ai lavoratori della Tosi “Ve la sentireste, ha affermato, di mettere sullo stesso piano i vostri compagni deportati  che più non tornarono ed i militi delle brigate nere che aiutarono i tedeschi a catturarli e ad inviarli nei lager? La  risposta  l’avete data con la vostra presenza qui, oggi”.  Botta ha poi ricordato gli ultimi giorni di vita di Pericle Cima, ingegnere alla Tosi e deportato in quel lontano 5 gennaio. Ha poi commemorato la figura del sacerdote legnanese don Mauro Bonzi, deportato a Dachau.

Dinnanzi al monumento ai mutilati e caduti sul lavoro, Gianni Aliotti della Cisl ha stigmatizzato il continuo ripetersi di morti in fabbrica, richiamando la necessità di maggiori controlli sulla sicurezza. E’ inconcepibile, ha detto, che un lavoratore  saluti al mattino la famiglia prima di recarsi in fabbrica, ed a sera quella stessa famiglia si ritrovi a piangere la perdita del padre o del marito.

                                                                                                                                 

 

 

 

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