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SPUNTI DI RIFLESSIONE...
Mi domando
ancora una volta perché? Perché dobbiamo essere qui nelle nostre
case a ricordare, piangere o commemorare (si può scegliere
seguendo la propria sensibilità) la perdita di sei militari a
Kabul.
O meglio la
morte di sei ragazzi. Sei ragazzi, guarda caso tutti di origine
centro-meridionale. Non è la prima volta ma purtroppo non sarà
neppure l’ultima. Loro erano militari e sapevano a cosa andavano
incontro. Forse sono stati costretti dalle situazioni a fare
questa scelta estrema.
Ricordo, tanti
anni fa, quando, militare quasi di leva, il comandante mi aveva
proposto di “raffermarmi”, ma un lavoro io l’avevo già. Ma
qualcuno, nell’ufficio a fianco, aveva accettato l’offerta. Era
foggiano e mi diceva “sono diplomato ma a casa non trovo nulla,
meglio rimanere qui ...i soldi a fine mese arrivano”. Questo
trentacinque anni fa. E oggi? Non è forse peggio? Allora non
siamo forse tutti corresponsabili di certe scelte? Ma
soprattutto non sono corresponsabili chi ci governa?
E ancora. Tutti
oggi si ricordano dei militari caduti, ma chi sa quanti sono i
civili saltati per aria oggi, ieri, l’altroieri....non solo a
Kabul, ma in Africa, in Asia, in America, in Europa dietro
l’uscio di casa e a volte anche al di qua dell’uscio.
Uomini, donne,
bambini la cui sola colpa è quella di essere lì al momento
sbagliato. La solo colpa è quella di cercare di vivere, magari
come esseri umani.
La generazione
della Resistenza, dopo aver combattuto, ucciso anche se per
nobili ideali, ci ha lasciato in eredità i valori della libertà,
della democrazia, dell’uguaglianza ma soprattutto della PACE. E
la nostra generazione cosa ne ha fatto? La pace è rimasta una
parola sulle bandiere multicolori. Il rispetto per gli altri è
stato soffocato dall’interesse personale, di gruppo, di nazione,
di potere.
Ormai ad ogni
latitudine si è diffuso il virus dell’interesse sopra ogni
valore. Morte le ideologie è rinato qualcosa sotto una forma
ancora più pericolosa e subdola, quella del potere per il
potere, politico-sociale ma soprattutto economico. Ormai è una
lotta non solo tra il forte e il debole, ma tra forti e chi paga
sono soprattutto i deboli. Le donne, i bambini, i migranti, i
poveri...insomma gli altri dal potere.
Quanti sono i
morti civili nelle varie guerre? Chi saprà mai quanti bambini
sono stati sacrificati e sono sacrificati sull’altare del dio
potere? Ma cosa possiamo fare noi, poveri mortali?
Possiamo
batterci in modo pacifico per affermare che la Pace è un diritto
per tutti. Lo possiamo e lo dobbiamo fare tutti i giorni, in
tutte le nostre azioni quotidiane.
Dobbiamo
ribellarci alla ghettizzazione del diverso (di provenienza, di
colore, di sesso, di pensiero, di salute.....). non possiamo
piangere i nostri soldati se poi respingiamo in mare, o peggio
ancora nei campi di concentramento, i migranti.
Non possiamo
pensare di “esportare” la democrazia se nel nostro Paese ci
viene negata la libertà di espressione.
Non possiamo
neppure lontanamente pensare alla Pace se accettiamo che
ministri della repubblica fomentino odio e inneggino allo
sgretolamento della Stato, magari incitando a prendere in mano
il fucile...
Dobbiamo
ribellarci a questa spirale di violenza pubblica e privata...non
è facile, ma dobbiamo tentare.
Altrimenti
quale Terra consegneremo ai nostri figli?
Angelo Pisoni
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