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sezione "Mauro Venegoni"

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Spunti di riflessione dopo la morte dei sei militari a Kabul - di Angelo Pisoni

 

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SPUNTI DI RIFLESSIONE...

 

 

Mi domando ancora una volta perché? Perché dobbiamo essere qui nelle nostre case a ricordare, piangere o commemorare (si può scegliere seguendo la propria sensibilità) la perdita di sei militari a Kabul.

O meglio la morte di sei ragazzi. Sei ragazzi, guarda caso tutti di origine centro-meridionale. Non è la prima volta ma purtroppo non sarà neppure l’ultima. Loro erano militari e sapevano a cosa andavano incontro. Forse sono stati costretti dalle situazioni a fare questa scelta estrema.

Ricordo, tanti anni fa, quando, militare quasi di leva, il comandante mi aveva proposto di “raffermarmi”, ma un lavoro io l’avevo già. Ma qualcuno, nell’ufficio a fianco, aveva accettato l’offerta. Era foggiano e mi diceva “sono diplomato ma a casa non trovo nulla, meglio rimanere qui ...i soldi a fine mese arrivano”. Questo trentacinque anni fa. E oggi? Non è forse peggio? Allora non siamo forse tutti corresponsabili di certe scelte? Ma soprattutto non sono corresponsabili chi ci governa?

E ancora. Tutti oggi si ricordano dei militari caduti, ma chi sa quanti sono i civili saltati per aria oggi, ieri, l’altroieri....non solo a Kabul, ma in Africa, in Asia, in America, in Europa dietro l’uscio di casa e a volte anche al di qua dell’uscio.

Uomini, donne, bambini la cui sola colpa è quella di essere lì al momento sbagliato. La solo colpa è quella di cercare di vivere, magari come esseri umani.

La generazione della Resistenza, dopo aver combattuto, ucciso anche se per nobili ideali, ci ha lasciato in eredità i valori della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza ma soprattutto della PACE. E la nostra generazione cosa ne ha fatto? La pace è rimasta una parola sulle bandiere multicolori. Il rispetto per gli altri è stato soffocato dall’interesse personale, di gruppo, di nazione, di potere.

Ormai ad ogni latitudine si è diffuso il virus dell’interesse sopra ogni valore. Morte le ideologie è rinato qualcosa sotto una forma ancora più pericolosa e subdola, quella del potere per il potere, politico-sociale ma soprattutto economico. Ormai è una lotta non solo tra il forte e il debole, ma tra forti e chi paga sono soprattutto i deboli. Le donne, i bambini, i migranti, i poveri...insomma gli altri dal potere.

Quanti sono i morti civili nelle varie guerre? Chi saprà mai quanti bambini sono stati sacrificati e sono sacrificati sull’altare del dio potere? Ma cosa possiamo fare noi, poveri mortali?

Possiamo batterci in modo pacifico per affermare che la Pace è un diritto per tutti. Lo possiamo e lo dobbiamo fare tutti i giorni, in tutte le nostre azioni quotidiane.

Dobbiamo ribellarci alla ghettizzazione del diverso (di provenienza, di colore, di sesso, di pensiero, di salute.....). non possiamo piangere i nostri soldati se poi respingiamo in mare, o peggio ancora nei campi di concentramento, i migranti.

Non possiamo pensare di “esportare” la democrazia se nel nostro Paese ci viene negata la libertà di espressione.

Non possiamo neppure lontanamente pensare alla Pace se accettiamo che ministri della repubblica fomentino odio e inneggino allo sgretolamento della Stato, magari incitando a prendere in mano il fucile...

Dobbiamo ribellarci a questa spirale di violenza pubblica e privata...non è facile, ma dobbiamo tentare.

Altrimenti quale Terra consegneremo ai nostri figli?

 

Angelo Pisoni

 

 

                                                                                                                                     

 

 

 

 

 

 

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