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Domenica 18 giugno 2017:

l'ANPI Legnano ricorda i martiri a Fondotoce

 

 

Come ogni anno l'ANPI di Legnano ha partecipato alla ricorrenza dell'eccidio avvenuto a Fondotoce nel pomeriggio del 20 giugno 1944, quando quarantatre partigiani, arrestati nei giorni precedenti durante le operazioni di rastrellamento in Val Grande, vennero fucilati a Fondotoce, nel luogo dove ora sorge il Sacrario “Parco della Memoria e della Pace” e la Casa della Resistenza. 

 

PER NON DIMENTICARE

 

Per saperne di più: 
http://www.casadellaresistenza.it/la_storia/eccidio_fondotoce

 

4 giugno, ore 10.00

Commemorazione alla Cascina Mazzafame

 
Commemorazione della battaglia partigiana alla Cascina Mazzafame del il 21 giugno 1944. 
Luogo: via Cascina Mazzafame 1, ora maniero della Contrada La Flora, all'angolo tra la via Menotti e la via Pace.
 
 
             LO SCORSO ANNO...
 
"La libertà nata dalla Lotta di Liberazione e dalla Resistenza non è un vitalizio - ha affermato lo scorso anno Luigi Botta presidente Anpi e ora presidente onorario Anpi -  essa va difesa ed alimentata ogni giorno". 
"E' sempre necessario ricordare questi avvenimenti? E, soprattutto, è necessario ricordarli ancora ai nostri giovani?", si è subito domandato lo scorso anno il nostro primo cittadino Alberto Centinaio, offrendo altrettanto immediatamente una risposta affermativa, perchè, ha spiegato, "qui, in questi avvenimenti, in questi luoghi, è nato il rifiuto al fascismo e si è rafforzata la lotta partigiana. Qui, c'è la testimonianza di una lotta di popolo che ha portato alla libertà di tutti noi. A loro il nostro grazie. Noi li sentiamo vicini. Ancora oggi ci indicano che il bene prezioso della libertà si mantiene solo con il rispetto delle leggi e con il nostro operare quotidiano fatto non solo di interessi personali e soprattutto con una buona Politica al servizio della comunità". 
 
 

Associati ANPI Legnano in visita-pellegrinaggio ad Acqui Terme

 

 

Domenica 21 maggio 2017

 

Come ogni anno a maggio più di quaranta associati della sezione legnanese si sono recati in visita ad uno dei luoghi simbolo della Resistenza. Oggi è stata scelta la splendida città di Acqui Terme. 

Il Presidente dell'ANPI di Acqui ed il Presidente Provinciale ci hanno illustrato la storia resistenziale dell'Acquese e i giorni della Liberazione attorno al 25 aprile. 

Oltre alla deposizione della corona al monumento ai partigiani, ove in tutte le lingue è scritto "ORA E SEMPRE RESISTENZA", abbiamo visitato la città e la cantina sociale fondata nel 1945 dai partigiani acquesi e che oggi è una tra le più grandi e importanti cantine d'Italia.

 

 

da www.isral.it

 

Nei giorni della Liberazione, Acqui divenne crocevia obbligato d’ingenti reparti nazifascisti, che dalla Liguria ripiegavano, forti di migliaia di uomini ben armati, verso la Pianura Padana, dove lo Stato maggiore tedesco aveva previsto un’ultima linea difensiva. A partire dal 24 aprile, tra il sontuoso Hotel Terme ed il comando della Divisione fascista San Marco, alle vecchie Terme militari in Zona Bagni, si svolsero le concitate trattative tra Cln e comandi nazifascisti, per giungere alla liberazione incruenta della città. L’accordo venne raggiunto, anche grazie alla mediazione del Vescovo, Monsignor Giuseppe Dall’Omo, e permise la smobilitazione dei reparti nazifascisti, che lasciarono Acqui senza spargimento di sangue, evitando il temuto combattimento casa per casa e l’annunciato bombardamento di Acqui, da parte dell’aviazione inglese. Le operazioni sul campo, tuttavia, proseguirono sino al 27 aprile, con l’aviazione angloamericana che mitragliò ripetutamente le lunghe colonne di uomini e veicoli nemici in rotta, in marcia sulla statale per Alessandria, soprattutto nel rettilineo tra Villa Olga e Caranzano.
Tra l’autunno 1943 e la primavera 1945 nell’Acquese operarono diverse formazioni partigiane, andate organizzandosi, nell’estate del 1944, intorno alla Divisione “Viganò”, forte di tre Brigate, schierate nella zona tra Ponzone, Cassine ed Ovada; la Divisione “Mingo”, tra il Sassello e l’Ovadese, verso il Genovesato, con attività anche nel Novese; le Divisioni garibaldine, del basso Astigiano, del Savonese; le formazioni di Giustizia e Libertà, di Val Bormida e Nicese; i gruppi autonomi della “Mauri”, tra Langhe e Val Bormida. Nonostante Acqui Terme, per la sua posizione strategica sulle vie di comunicazione tra Liguria e Piemonte, fosse massicciamente presidiata da Wermacht, Ss, Gnr ed in seguito dalla fanteria di marina San Marco e dagli alpini della Monterosa, diversi furono gli episodi di Resistenza anche in città.

 

 

Da https://www.nuovatlantide.org/25-aprile-la-liberazione-ad-acqui-terme/

Sui giorni della Liberazione di Acqui pubblichiamo un estratto della Tesi di Laurea di Gian Fanco Ferraris “L’Acquese tra resistenza e ricostruzione (1943 – 1950)”, nel quale sono riportate le testimonianze dirette, a tratti contraddittorie, di alcuni protagonisti. 
                    scarica l’allegato   tesi_gianfranco_ferraris

 

 

 

 

Studenti legnanesi in viaggio nella Memoria

 

http://www.legnanonews.com/news/scuola/904320/

studenti_legnanesi_in_viaggio_nella_memoria

 

 

Si è concluso da pochi giorni il pellegrinaggio promosso dall’amministrazione comunale e dall’Anpi di Legnano all’interno di alcuni lager nazisti.

In rappresentanza del Comune di Legnano l’assessore Antonio Ferrè.

Dal 5 all’8 maggio sono stati visitati i lager di Bolzano, Ebensee, Gusen, Hartheim, Mauthausen e Dachau. Hanno partecipato docenti e studenti di alcune scuole di Legnano: Bernocchi, Dell’Acqua, Galilei e Barbara Melzi.

L’esperienza che è stata maturata è servita agli studenti per riflettere sulla natura ideologica e politica del nazismo, di cui i lager rappresentano la più compiuta realizzazione con la loro struttura volta all’annientamento degli oppositori politici, degli ebrei e di tutti coloro che non si uniformavano al “verbo” nazista.

Nei lager visitati sono stati deportati anche molti operai di Legnano che ebbero il coraggio di scioperare nel gennaio e nel marzo del 1944, nel momento in cui nelle fabbriche dominavano le autorità tedesche e fasciste inclini a considerare gli scioperanti “nemici irriducibili del Reich”. Erano invece operai delle maggiori fabbriche di Legnano che chiedevano migliori razioni alimentari, qualche diritto di tutela sindacale, orari di lavoro meno opprimenti. Trentacinque di loro, dall’autunno '43 alla primavera '45, finirono prevalentemente a Mauthausen e più della metà morì di sottoalimentazione, lavoro schiavile, violenze di ogni genere, malattie.

Il Pellegrinaggio, con la deposizione di una corona d’alloro a Mauthausen, ha voluto ricordare ai giovani studenti presenti altri giovani lavoratori e partigiani che settant’anni fa fecero una scelta, dettata dalla dignità, e pagarono con la deportazione e la vita.

In particolare Antonio Ferrè ha voluto sottolineare nel suo discorso a Mauthausen il ruolo decisivo dei giovani nel tramandare e mantenere la Memoria di quanto accaduto affinchè simili orrori non abbiano a ripetersi.

Alla fine studenti e docenti hanno espresso un forte ringraziamento nei confronti dell’amministrazione comunale di Legnano che dal 1978 permette ogni anno a rappresentanze delle singole scuole di Legnano un’esperienza per certi versi altamente formativa.

 

Giancarlo Restelli e Paola Secol

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