Gita-pellegrinaggio associati ANPI Legnano
al Binario 21 (Milano) 1 ottobre 2017

 

 

Cos'è il Binario 21? 

 

Sotto la stazione Centrale a Milano si nasconde un luogo che fa tristemente parte del nostro passato, ma che in pochi conoscono: il Binario 21. Non è né una replica del binario 21 attualmente attivo in stazione né di un binario “qualsiasi”. Ma è il luogo da cui ebbe inizio l’orrore della Shoah a Milano. Da qui partirono, tra il 1943 e il 1945, i treni pieni di deportati ebrei diretti ai campi di sterminio nazisti, in particolare ad Auschwitz. In tanti partirono, in pochissimi tornarono (tra i superstiti Liliana Segre).

Dal Binario 21 partirono anche i partigiani: destinazione Mauthausen, lager in cui furono deportati e morirono anche i partigiani legnanesi della Franco Tosi.

Il Binario 21 oltre ad essere un luogo della Memoria è diventato il Memoriale della Shoah di Milano e ad esso collegato c’è un progetto più ampio che ha lo scopo di rendere omaggio alle vittime dello sterminio e di far nascere un contesto vivo e dialettico in cui rielaborare attivamente la tragedia della Shoah. E, soprattutto, per non dimenticare.

Ad accogliere i visitatori c’è una grande scritta che non passa di certo inosservata. INDIFFERENZA. Questa parola è stata scelta con cura e sta a rappresentare il sentimento che, più di ogni altro, ha fatto patire gli ebrei: l’indifferenza della gente nei confronti di ciò che stava accadendo.

Nel “cuore” del memoriale si trovano quattro carri merci dell’epoca, uguali a quelli che partirono alla volta dell’inferno. Tra il dicembre 1943 e il gennaio 1945 partirono da qui una ventina di convogli stipati di ebrei e di oppositori politici. In ogni vagone stavano dalle 50 alle 80 persone, quando chiaramente non c’era spazio per tutti. Non c’erano finestre, se non qualche fessura. Non veniva dato da mangiare né da bere ed i bisogni fisiologici si facevano in un secchio. Il viaggio durava 7 giorni e non tutti arrivavano vivi a destinazione.

Lungo il Muro dei Nomi si trova una grande installazione in cui sono riportati i nomi delle 774 persone che vennero deportate: in bianco le vittime e in giallo i pochi sopravvissuti (22). I nomi non sono statici ma vengono messi in evidenza a rotazione, per restituire dignità a queste persone.

TANTE ALTRE FOTO nel REPORTAGE FOTOGRAFICO a cura di Cinzia: LINK

 

                        

 

Bruno Gulotta: i messaggi di cordoglio

 

 

http://www.legnanonews.com/news/cronaca/907421/
bruno_gulotta_i_messaggi_di_cordoglio

 

Giovedi 24 agosto 2017

 

La Sezione ANPI di Legnano esprime la più sentite condoglianze alla famiglia di Bruno Gullotta rimasto coinvolto nel vile attacco terroristico di Barcellona, tragico evento che ha causato la Sua prematura scomparsa.  L’ ANPI esprime la ferma condanna al terrorismo jadista che vuole sopprimere le libertà individuali e collettive,  che sono cardini importanti della nostra cultura, sancite dalla Costituzione italiana. Sappiano questi terroristi che, come abbiamo abbattuto il fascismo ed il nazismo con l’ unità del Paese, abbatteremo anche questa barbarie e che l’intolleranza politica e culturale non passeranno.  ANPI sarà presente alle onoranze funebri con una propria delegazione.

 

 

Il Direttivo ANPI Legnano
    Primo Minelli – presidente
    Luigi Botta – presidente onorario

 

 

Domenica 18 giugno 2017:

l'ANPI Legnano ricorda i martiri a Fondotoce

 

 

Come ogni anno l'ANPI di Legnano ha partecipato alla ricorrenza dell'eccidio avvenuto a Fondotoce nel pomeriggio del 20 giugno 1944, quando quarantatre partigiani, arrestati nei giorni precedenti durante le operazioni di rastrellamento in Val Grande, vennero fucilati a Fondotoce, nel luogo dove ora sorge il Sacrario “Parco della Memoria e della Pace” e la Casa della Resistenza. 

 

PER NON DIMENTICARE

 

Per saperne di più: 
http://www.casadellaresistenza.it/la_storia/eccidio_fondotoce

 

 

4 giugno, ore 10.00

Commemorazione alla Cascina Mazzafame

 
Commemorazione della battaglia partigiana alla Cascina Mazzafame del il 21 giugno 1944. 
Luogo: via Cascina Mazzafame 1, ora maniero della Contrada La Flora, all'angolo tra la via Menotti e la via Pace.
 
 
             LO SCORSO ANNO...
 
"La libertà nata dalla Lotta di Liberazione e dalla Resistenza non è un vitalizio - ha affermato lo scorso anno Luigi Botta presidente Anpi e ora presidente onorario Anpi -  essa va difesa ed alimentata ogni giorno". 
"E' sempre necessario ricordare questi avvenimenti? E, soprattutto, è necessario ricordarli ancora ai nostri giovani?", si è subito domandato lo scorso anno il nostro primo cittadino Alberto Centinaio, offrendo altrettanto immediatamente una risposta affermativa, perchè, ha spiegato, "qui, in questi avvenimenti, in questi luoghi, è nato il rifiuto al fascismo e si è rafforzata la lotta partigiana. Qui, c'è la testimonianza di una lotta di popolo che ha portato alla libertà di tutti noi. A loro il nostro grazie. Noi li sentiamo vicini. Ancora oggi ci indicano che il bene prezioso della libertà si mantiene solo con il rispetto delle leggi e con il nostro operare quotidiano fatto non solo di interessi personali e soprattutto con una buona Politica al servizio della comunità". 
 
 

Associati ANPI Legnano in visita-pellegrinaggio ad Acqui Terme

 

 

Domenica 21 maggio 2017

 

Come ogni anno a maggio più di quaranta associati della sezione legnanese si sono recati in visita ad uno dei luoghi simbolo della Resistenza. Oggi è stata scelta la splendida città di Acqui Terme. 

Il Presidente dell'ANPI di Acqui ed il Presidente Provinciale ci hanno illustrato la storia resistenziale dell'Acquese e i giorni della Liberazione attorno al 25 aprile. 

Oltre alla deposizione della corona al monumento ai partigiani, ove in tutte le lingue è scritto "ORA E SEMPRE RESISTENZA", abbiamo visitato la città e la cantina sociale fondata nel 1945 dai partigiani acquesi e che oggi è una tra le più grandi e importanti cantine d'Italia.

 

 

da www.isral.it

 

Nei giorni della Liberazione, Acqui divenne crocevia obbligato d’ingenti reparti nazifascisti, che dalla Liguria ripiegavano, forti di migliaia di uomini ben armati, verso la Pianura Padana, dove lo Stato maggiore tedesco aveva previsto un’ultima linea difensiva. A partire dal 24 aprile, tra il sontuoso Hotel Terme ed il comando della Divisione fascista San Marco, alle vecchie Terme militari in Zona Bagni, si svolsero le concitate trattative tra Cln e comandi nazifascisti, per giungere alla liberazione incruenta della città. L’accordo venne raggiunto, anche grazie alla mediazione del Vescovo, Monsignor Giuseppe Dall’Omo, e permise la smobilitazione dei reparti nazifascisti, che lasciarono Acqui senza spargimento di sangue, evitando il temuto combattimento casa per casa e l’annunciato bombardamento di Acqui, da parte dell’aviazione inglese. Le operazioni sul campo, tuttavia, proseguirono sino al 27 aprile, con l’aviazione angloamericana che mitragliò ripetutamente le lunghe colonne di uomini e veicoli nemici in rotta, in marcia sulla statale per Alessandria, soprattutto nel rettilineo tra Villa Olga e Caranzano.
Tra l’autunno 1943 e la primavera 1945 nell’Acquese operarono diverse formazioni partigiane, andate organizzandosi, nell’estate del 1944, intorno alla Divisione “Viganò”, forte di tre Brigate, schierate nella zona tra Ponzone, Cassine ed Ovada; la Divisione “Mingo”, tra il Sassello e l’Ovadese, verso il Genovesato, con attività anche nel Novese; le Divisioni garibaldine, del basso Astigiano, del Savonese; le formazioni di Giustizia e Libertà, di Val Bormida e Nicese; i gruppi autonomi della “Mauri”, tra Langhe e Val Bormida. Nonostante Acqui Terme, per la sua posizione strategica sulle vie di comunicazione tra Liguria e Piemonte, fosse massicciamente presidiata da Wermacht, Ss, Gnr ed in seguito dalla fanteria di marina San Marco e dagli alpini della Monterosa, diversi furono gli episodi di Resistenza anche in città.

 

 

Da https://www.nuovatlantide.org/25-aprile-la-liberazione-ad-acqui-terme/

Sui giorni della Liberazione di Acqui pubblichiamo un estratto della Tesi di Laurea di Gian Fanco Ferraris “L’Acquese tra resistenza e ricostruzione (1943 – 1950)”, nel quale sono riportate le testimonianze dirette, a tratti contraddittorie, di alcuni protagonisti. 
                    scarica l’allegato   tesi_gianfranco_ferraris

 

 

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